Ciao Marisa
ettorissimo -
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Lady Oscar mi accompagna da una vita e ogni volta che la ripropongono in tv, la riguardo (impegni permettendo) come se fosse la prima volta.
In realtà la storia la conosco a memoria, però non riesco a non piangere di fronte all'amore di Andrè per Oscar, a quello di Oscar per il conte di Fersen e alla triste storia di Rosalie.
Ieri ho avuto un momento di lady oscarite e mi sono messo a cercare informazioni su Internet scoprendo non solo che esiste un film doppiato in italiano dagli stessi doppiatori dell'anime giapponese, ma anche che la sigla originale del cartone giapponese è davvero tenera e commovente.
Ve la faccio ascoltare in questo filmato in cui fa da sottofondo alla storia sventurata della piccola Charlotte, figlia della contessa de Polignac.
Le mie nipotine hanno due anni e poco più ..quando saranno un po' più grandi racconterò loro la storia di Oscar, come se fosse una fiaba, e spero di riuscire a far vedere loro anche il cartone animato.
Forse capiranno qualcosa in più di questo pazzo zio e della sua infanzia passata a pane e Lady Oscar!
Ettorissimo
Un film assolutamente divertente che ha come merito anche quello di essere il primo film interamente realizzato con webcam da blogger professionisti e non.
“Ubu blog” continua il famoso ciclo che ha come protagonista il personaggio partorito, alla fine del diciannovesimo secolo, dalla mente geniale del grande autore francese Alfred Jarry .
Ed è proprio Jarry , l’inventore della patafisica, a dettare le nuove avventure di Ubu che decide di aprire un blog e coltiva il sogno di affemarsi come blogstar.
Quattro atti che aprono la strada al surrealismo del nuovo millennio costituendosi come una satira sferzante sull’universo dell’editoria e dei blogger.
L’autore, Antonio Zoppetti, e i quattro protagonisti avvertono: il web non sarà più lo stesso.
Per vedere questa opera originale basta collegarsi a www.booksweb.tv, la prima web televison dedicata al mondo dei libri in tutte le sue sfaccettature con sei diversi canali.
“Ubu blog” vi aspetta sul canale BOOKSPEOPLE.
Signore e signori…buona visione!
Ettorissimo
E’ davvero bello l’ultimo film di Sabina Guzzanti.
Lo è perché è un film corale che alterna momenti di grandi risate, intelligenti non serve neanche specificarlo, a momenti di grande profondità umana .
Dopo un’esperienza importante e di successo un gruppo di amici e colleghi, tutti attori chi più chi meno, si incontrano di nuovo ognuno con le proprie debolezze e il proprio vissuto per tornare a lavorare insieme .
La nobile causa che li riunisce è quella su cui si basa la trama del film, aiutare una cooperativa di pescatori di Su Pallosu, paesino sardo, a risolvere un problema che li affligge e che minaccia il loro lavoro: la scomparsa di tonnellate di aragoste.
Lo faranno attraverso uno spettacolo gratuito che dovrà sensibilizzare persone comuni e istituzioni.
Quello che si vede è il dietro le quinte dello spettacolo, il lavoro duro della compagnia che guardando al passato di Avanzi scopre i segni del tempo lasciati nella nostra società e dentro di sé.
Così sfilano uno dietro l’altro i vissuti personali di Pier Francesco Loche che non riesce più a credere in se stesso come attore, di una Cinzia Leone che dopo “il culo che si è fatta” per tornare a vivere ha cancellato una Cinzia Leone che era prima, di Antonello Fassari che è attore con la A maiuscola e non riesce a riproporre certi personaggi di una volta, di una Sabina Guzzanti che si appassiona alla storia di ex-operaio Fiat ed ex-sindacalista di Gianni Usai, il pescatore rappresentante della cooperativa di Su Pallosu.
Questo solo per citarne alcuni, perché ognuno attraversa la sua crisi personale sullo sfondo della crisi dell’Italia che come le persone è cambiata, troppo cambiata, giorno dopo giorno nella produzione televisiva e nel mondo dell’informazione.
C’è un filo di nostalgia e di rabbia nelle immagini che scorrono e un riflettere sul vissuto personale e collettivo.
Questo è quello che mi è piaciuto di più, questo è il filo rosso che collega tutti e che porta dritto dritto al finale in cui ogni spettatore si aspetta di vedere finalmente lo spettacolo.
E lì c’è il colpo di scena che io non vi svelo.
Vi dico solo che come suggerisce la Guzzanti anche la fantasia può aiutarci a cambiare il mondo.
Per concludere vi segnalo qualche momento imperdibile: la teoria del ricatto che Buco, il buco dell’ozono, fa a noi umani, quella di Cinzia Leone sulla produzione di polline da parte degli alberi in città che causano l' aggravarsi delle allergie e poi la storia del “brodo” raccontata da Pier Francesco Loche.
Non mi resta altro da dire…buona visione!
Ettorissimo