Dopo Angelo Lizzio e Letizia Contadino, altri due cantautori emergenti si confrontano in un’intervista doppia dedicata al mondo della musica e alla rete.
Lui del sud, lei del nord.
Carlo Mercadante è voce e portavoce del gruppo “La sindrome di Peter Pan” , Monica Postiglione, è una cantautrice solista che vive un momento di sperimentazione alla ricerca del suo stile e per lei la meta non è poi così lontana.
“Con la lente” vi offre un’occasione per conoscerli da vicino e tutti i riferimenti per raggiungerli e ascoltare i loro pezzi.
Nome?
-Carlo
-Monica
Età?
-33
-31, ops, da una settimana 32…devo ancora abituarmi!
Segno zodiacale?
-Vergine
-Acquario
Città?
-Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina
-Torino
Professione attuale(?)
-Commerciante
-Insegnante precaria!
Professione che vorresti svolgere?
-Disturbatore delle pubblica quiete!
-Cantautrice …e basta!
Stato civile?
-Mmm…..
-Coniugata
Un tuo pregio?
-Corro forte
-Spontaneità (e a volte la pago!)
Un tuo difetto?
-Corro troppo forte!
-Troppa precisione
La tua più grande passione?
-Tante diverse nessuna più di un’altra, tra queste la musica.
-La musica.
Quando hai capito che la tua passione era la musica?
-Ancora non l’ho capito bene bene
-Quando starnutendo ho eseguito involontariamente una scala di do!
La prima canzone che hai cantato nella tua vita?
-"Faaaaaammi crescere i denti davanti te ne prego bambino Gesù…"
-“Son suonate le undici e mezzaaaaaaa e Peppino non si svegliaaaaaaa…..”
Il tuo artista preferito?
-Mark Knopfler
-Tanti, ognuno mi dà emozioni diverse, non riuscirei a scegliere.
Quello da cui sei influenzato o a cui ti ispiri?
-De Andrè, Bennato, Gaber… tutti mi hanno detto qualcosina….
-Se qualcuno mi influenza non l’ho ancora ben individuato. Ascolto di tutto, dagli anni ‘60 all’elettronica…ma scrivo quello che mi viene, mi ispiro al mio umore.
La tua canzone preferita?
-"On every street" (Dire Straits), "Easter" (Marillion)
-Così su due piedi non me ne viene in mente nessuna, comunque è quella che mi emoziona…. moooolto.
Quella che canti più spesso?
-… ma sai che non lo so!
-Mi accorgo tristemente che spesso è quella con cui i media ci “martellano” di più, quella che ti ritrovi a canticchiare perché l’hai sentita ovunque e comunque (e che non è sempre il massimo!)
Le tue esperienze come cantante?
-Ancora pochine
-Divertenti, ma vorrei che fossero molte di più.
Quella più importante vissuta finora?
-Concerto per Emergency 8 settembre scorso a Sesto S. Giovanni
-Credo sia la finale del Premio Mia Martini 2007, come cantautrice.
La tua posizione attuale nel mondo della musica?
-… prodotto in attesa di uscita …
-Al momento è in una fase di transizione. Sto lavorando alla ricerca di un suono e uno stile che mi rispecchino pienamente. Forse ho finalmente trovato chi è maestro in questo e può fare al caso mio….
Progetti per il futuro?
-Suonare il più possibile
-Nel futuro imminente c’è sicuramente la produzione di un disco in cui Monica sia davvero Monica
Sogno nel cassetto?
-Niente sogni… solo progetti. I sogni sono vanitosi e si vogliono far guardare. I progetti o li realizzi o li fallisci.
-Qualcuno disse con saggezza che “I sogni non realizzati diventano incubi”. Io ho degli obiettivi da raggiungere, che al massimo guardo con occhi sognanti. Il primo è sicuramente la realizzazione del mio progetto musicale.
Il tuo ultimo pezzo?
-"Yes Now" [Ies nau (si ora)]
-“Ho spento l’anima“
A chi devi il tuo successo attuale?
-Non esiste il successo ne è il successo quello voglio.
-Non sono sicuramente al successo, comunque quello che sono dipende solo da me stessa, visto che scelgo con la mia testa... che è pure dura! Mio marito però è un fantastico compagno di viaggio e gli devo molto.
Se dovessi diventare un vero big a chi dedicheresti il tuo successo?
-Come sopra
-Cercherei di rendere più felice chi ne ha davvero bisogno.
Cosa ne pensi della situazione discografica italiana?
-Drammatica. Se i nostri artisti più “rappresentativi” vendono facendo cover…
-Domanda di riserva? Penosa direi. Basta pensare che nei negozi trovi più raccolte di vecchie canzoni che nuova musica emergente. La gente ovviamente ascolta quello viene proposto continuamente. E’ come per la pubblicità: vige la legge del più forte.
E della distribuzione?
-W i live… il miglior modo di “distribuire”
-Le cose non sono allegre nemmeno qui. Però almeno con Internet si stanno aprendo nuove frontiere. Certo bisogna darsi da fare e staccarsi dai metodi tradizionali, o si naufraga.
Quanto è importante la Rete, Internet, per gli artisti in generale?
-Riesci a farti sentire…. Ma siamo in overdose si annega…
-Come dicevo, credo che la rete sia un potente mezzo per farsi conoscere. Purtroppo, però, pochi ascoltano con attenzione le novità che trovano su Internet. Per qualcuno sembra essere una specie di battaglia in cui chi ha più “amici” vince.
E per te quanto è importante?
-Non fondamentale… ci si ascolta troppo distrattamente.
-Per me è importante in quanto possibilità di arrivare direttamente alle orecchie di chi non mi conosce. Il resto poi lo decide chi ascolta, se venire ad ascoltarmi da vivo per esempio. Siti come Myspace sono anche un valido mezzo per conoscere altri musicisti, con cui possono nascere buone collaborazioni.
Hai un blog o un sito ?
Conoscevi l’altro/a?
-No
-No
Che canzone hai ascoltato?
-Tutte quelle sul suo myspace
-Tutte quelle che ho trovato da ascoltare nel suo “space” e anche qualcosa dei suoi amici in top.
Che ne pensi?
-La musica è un fatto d’opinioni… difficile che io possa dare un giudizio così su due piedi. La riascolterò di sicuro.
-Mi piace, è grintoso, lo sento “vero”. “Fiore di primavera” ha una vena popolare e frizzante, si fa ascoltare (ma poi mi paga?)
E tra le tue che canzone ci consigli di ascoltare?
-“Fiore di primavera”… una canzone da vagabondi
-Ascoltate “L’Omino”, visto che prima ho parlato di spontaneità. L’Omino rappresenta appunto la parte più spontanea della mia personalità. Magari qualcun altro ci si può riconoscere….
Un saluto per l’altro/a?
-Magari dal vivo sullo stesso palco!
-“Ciao Carlo, spero di incontrarti presto e magari di suonare insieme davanti a un sacco di gente che ci sommerga di emozioni. Intanto in bocca al lupo”.
Grazie per la vostra disponibilità e in bocca al lupo per il futuro ad entrambi
Sulla scia di S. Valentino, giorno degli innamorati, avrei potuto scrivere miliardi di cose per onorare questo grande sentimento e invece vi regalo questa intervista a un artista e un amico che con le sue canzoni sicuramente ne ha fatti innamorare tanti.
Chi era adolescente negli anni ‘80 lo porta di sicuro nel cuore, chi è adolescente oggi ha la possibilità di conoscerlo perché è tornato alla ribalta con i suoi vecchi successi e con tanti nuovi progetti.
Con grande piacere vi propongo questa bella e sincera, sì proprio sincera, intervista, a un amico speciale : Stefano Sani.
Stefano Sani dal 1982 con “Lisa” all’84 con “Notte amarena” sei il ragazzo prodigio che conquista tutte le copertine d’Italia, fino all’86 si parla di te, poi sparisci . Eppure guardando la tua biografia si scopre che non eri in pantofole sulla poltrona di casa tua, ma facevi mille altre cose. Eri solo lontano dalle telecamere televisive?
- Beh diciamo che all’epoca ero troppo giovane e inesperto per decidere. Essenzialmente avvertivo l’esigenza di maturare come artista, purtroppo questa esigenza non fu condivisa dai miei discografici che in quel momento avevano progetti artistici di altro genere per me.
Così sono uscito dal grande giro, ma il fuoco sacro dell’arte non si era spento.
Ho continuato, sono andato avanti, senza mai abbandonare la musica e lo spettacolo, ma integrando il discorso con nuove esperienze come il teatro e la recitazione, lo studio dell’interpretazione con tournée in piccoli spazi accanto a musicisti di grande talento.
Una scelta che ti mette assolutamente in discussione: in certi momenti ho sofferto perché è difficile dire di vivere ugualmente bene lontano dalle luci della ribalta se le hai vissute.
Ho stretto i pugni, ho lottato e adesso ho deciso di provarci di nuovo, con una nuova coscienza e soprattutto con la maturità che allora non avevo.
Cosa è successo in questi anni e quando hai deciso o sei riuscito a tornare davanti al teleobiettivo?
- Guarda, oltre quello che ti ho appena detto, mi sono dedicato all’università, studio storia dello spettacolo al Dams di Firenze e lo faccio con tutta la passione possibile.
Amo la pittura, la letteratura, la storia dell’arte, e se oggi mi sento una persona motivata e molto più sicura di sé, lo devo proprio a questa crescita culturale, agli interessi che ho coltivato e continuo a coltivare ogni giorno con maggior interesse.
E poi c’è stato una sorta di rientro nello spettacolo: sono tornato in televisione grazie alla reunion con il mio manager storico, Fernando Capecchi dell’agenzia Vegastar (colui che mi scoprì nel 1982 e che oggi è manager di nomi del calibro di Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello, Lorena Bianchetti, Emanuela Aureli, Ambra, Massimo Ceccherini, Cristiano Malgioglio e tantissimi altri nomi dello spettacolo…); lui mi ha riteso la mano e con grande soddisfazione sono tornato sotto i riflettori.
Considera che negli ultimi mesi ho fatto cinque apparizioni su Rai Uno e sono tra i protagonisti del musical “La surprise de l’amour”. che ha debuttato a Genova lo scorso dicembre, accanto a Manuel Casella, Leda Battisti e Viola Valentino.
I tempi sono cambiati e oggi con Internet c’è la possibilità di rimanere sempre in prima fila anche senza produrre un nuovo disco o fare un film, ma il pubblico spesso è molto diverso da quello televisivo. Quanto è utile per un artista questo nuovo mondo? e tu come lo vivi? chi è il tuo pubblico?
- Credo sia fondamentale anche perché se io rivivo artisticamente nel 2008 è solo grazie ad Internet che mi ha permesso in qualche modo di farmi sentire e di mantenere il contatto con i miei fans, facendo ascoltare tramite myspace le mie nuove produzioni. Grazie dunque alla tecnologia e a nuovi media!
A dicembre dello scorso anno c’è stata la presentazione del musical “La surprise de l’amour” in cui sei protagonista insieme, tra gli altri, a Viola Valentino e Leda Battisti.
Come sei arrivato a questo musical e che esperienza hai vissuto?
-La spiegazione è molto semplice. Come dicevo prima il mio manager storico mi ha fatto partecipare su Rai Uno a “50 canzonissime flash” condotto da Carlo Conti e grazie a quei pochi minuti di passaggio televisivo sono stato contattato dal regista del musical, Marco Bracco, che mi ha convocato a Genova per un provino.
Da quel momento sono nel cast!
Dopo Genova che programmi ci sono per “La surprise de l’amour”?
- “La surprise” dovrebbe ripartire dal Teatro Ariston di Sanremo a marzo per girare successivamente in tutta Italia , se vuoi segnalerò di volta in volta le tappe anche attraverso il tuo blog!
E tu oltre questo, hai altri progetti personali per il presente e il futuro?
- Beh il mio sogno nel cassetto resta comunque il Festival di Sanremo. Ho una grandissima voglia di ripresentarmi, con un prodotto assolutamente nuovo, qualcosa d’inaspettato da parte di Stefano Sani. E naturalmente con l’esperienza e la maturità dei giorni d’oggi…
Un saluto per gli amici del blog “Con la lente”?
- Un saluto assolutamente unico, ai lettori di questo fantastico blog, augurando veramente ogni bene a tutti e aspettandoli magari a teatro per “La surprise de l’amour” o a un mio concerto, anche in camerino per scambiare quattro chiacchiere fra amici…
E a te grazie mille Ettore, sei stato veramente grandissimo e perspicace.
A presto, per nuove e grandi avventure da vivere tutti insieme!
Stefano Sani lo trovate su
....…però commentatelo qui, ok? ;-)
Ettorissimo

Con questo post creo una nuova tag... signore e signori ecco a voi per tutti voi....Attimi di poesia!
Eh sì, ogni tanto vi proporrò dei versi, di autori vari, lingue e dialetti vari, luoghi vari e tempi vari.
A volte più noti a volte sconosciuti, a volte profondi, a volte goliardici, insomma ogni volta una faccia diversa della poesia!
Spero vi piaccia!
Inizio con questo Frammento da un anonimo poeta romano del '900 di cui non ricordo il nome, credo che non sia molto famoso.
Beh se qualcuno lo conosce o meglio lo riconosce, o magari conosce già questi versi, può dirlo nei commenti così aiuta tutti gli eventuali interessati a conoscerlo meglio.
Sotto riporto la traduzione in italiano, per la casalinga di Voghera che pare sia sempre al posto giusto nel momento giusto, o forse sbagliato, per qualsiasi motivo!
E mi scuso con i romani perchè non sono molto capace a scrivere in dialetto romanesco i versi originali
Buon respiro di poesia!
Frammento
E abbraccela sta città
che t'arisponne,
con bacio nfronte e na mano sur core,
t'offre nbicchiere , ma nun te confonne
te vole solo di te vojo bbene!
di Anonimo romano
traduzione per la casalinga di Voghera e non solo:
E abbracciala questa città
che ti risponde,
con una mano in fronte e l'altra sul cuore,
ti offre un bicchiere, ma non ti confonde
ti vuole dire soltanto "ti voglio bene"
E adesso sta a voi...aspetto commenti!
Ettorissimo
L'opera di Giuseppe Penone lascia stupefatti, senza parole.
E’ quello che si pensa visitando la mostra di questo artista a cui l’Accademia di Francia a Roma ha offerto una location che migliore non si poteva sperare.
Dalla cisterna romana, passando per i saloni delle Gallerie e i giardini per finire nello spazio più raccolto dell’Atelier del bosco, Villa Medici accoglie come su un palcoscenico le creazioni dell’artista piemontese.
Opere degli ultimi vent’anni provenienti da collezioni private, dal Museo di arte contemporanea del Castello di Rivoli e in piccola parte realizzate espressamente per questa esposizione romana, in esse Penone porta alla luce il grande teatro della natura e lo fa attraverso gli alberi a lui tanto cari, e con i materiali che ama come il bronzo e il marmo.
Alberi, superfici, forme indefinite ma comunque naturali, si mostrano come tanti attori con la loro pelle bronzea, marmorea o lignea che sia, come le rughe e le smagliature di un uomo, plasmate dal tempo e dagli eventi.
Il sipario di questo spettacolo straordinario che è la vita si apre su "Lo spazio della scultura (Pelle di cedro)", l’installazione costituita da pannelli bronzei ricavati calcando la corteccia di una albero secolare, prosegue nelle gallerie con "Anatomia 6" il marmo scavato dall’artista come farebbero tanti fili d’acqua, che da esso scaturisce ancora e continua a scalfirlo lentamente, quasi accarezzandolo.
Da “Pelle di foglie” che occupa lo scalone delle gallerie si arriva a “Scultura di linfa”, una ferita dalla quale una linfa, come sangue, come un liquido vitale e misterioso, fuoriesce risalendo da un punto in cui era nascosta quasi fosse un tesoro prezioso .
“Un anno di bronzo” è l’analisi della vita sulla quale il tempo, come le dita dell’artista, ha lasciato il segno.
Con quest’opera si conclude il percorso interno, ma il visitatore prosegue nei giardini della Villa, dove la suggestiva, ancora più di notte, “Idee di pietra” con i suoi 13 metri lo attende per condurlo all’ultimo atto, di quella che non è né commedia, né tragedia ma è comunque dramma.
“Pelle di marmo” nell’Atelier del bosco svela le superfici rugose degli alberi che come quelle dei volti vengono immortalate in un istante, destinate a mostrarsi per quello che erano e che forse non sono più, come in una fotografia da rivedere anno dopo anno.Una fotografia di marmo.
La mostra curata dal direttore dell’Accademia Richard Peduzzi e accompagnata da un catalogo bilingue con i testi introduttivi delle stesso direttore e di Graziella Lonardi Buontempo e con saggi di Daniela Lancioni e Jean-Christophe Bailly, resterà aperta fino al 25 marzo tutti i giorni dalle 11 alle 19 , escluso il lunedì.
Visitarla sarà un ‘esperienza emotiva che lascerà un segno, come quello del tempo sulla pelle di un albero.
Ettorissimo
INFORMAZIONI
“Giuseppe Penone”
Dal 30 gennaio al 25 marzo 2008
Accademia di Francia a Roma-Villa Medici
Viale Trinità dei Monti, 1 00187 Roma
Orario: 11.00 – 19.00 (orario continuato)
Riposo: lunedì
Ingresso: 8 euro (intero) – 5 euro (ridotto)