
Ci sono canzoni che riescono a restarci in mente anche dopo averle ascoltate una sola volta e non perché siano motivetti orecchiabili e divertenti, ma perché riescono a toccare le corde dell’anima . A me è accaduto questo ascoltando “un altro fiore” scritta e interpretata da Puccio Chiariello un giovane musicista e cantautore salernitano che ho conosciuto al Premio Mia Martini 2007.
Sarà che la sua canzone mi ha colpito immediatamente, sarà che ho avuto modo di conoscerlo e sentire il racconto della sua vita e di capire meglio i suoi pensieri, sarà che ho provato subito un grande affetto per lui e la sua compagna Lindsay , ma in breve tempo ho deciso di seguirlo da vicino e di dedicargli uno spazio ad hoc nel mio blog.
E lo faccio riportando questa breve intervista in cui Puccio si racconta brevemente parlando del suo personale passato, presente e futuro .
1) Puccio Chiariello, a 38 anni sei stato uno dei partecipanti più “anziani” al Premio Mia Martini 2007. Ma finora cosa hai fatto ? Quando è iniziata la tua carriera
La mia carriera è iniziata nel 1985 con esibizioni di diverso genere, dalle serate di piazza alle esibizioni in locali e strutture musicali radiofoniche e televisive. Ho vissuto tante belle esperienze collaborando con autori e musicisti che a loro volta avevano lavorato con i grandi. Ho avuto la fortuna di lavorare con Buddy Miles, Andrea Braido, Silvia Salemi e Giampiero Artegiani solo per citarne alcuni. Il momento più importante risale a dieci anni fa, con la formazione dei “DocRock”. Insieme a loro nel 1996 ho partecipato a Sanremo Giovani e l’anno seguente al Festivalone . Fu un’esperienza molto intensa perché riscuotemmo un discreto successo con i singoli “Secolo crudele” e “Che c’è di rock” dei quali girammo anche i relativi videoclip. Con il gruppo ho partecipato a numerosi programmi televisivi ricordo “Roxy bar”, “Help”, “La vita in diretta” e molti altri non solo in tv, ma anche in radio. E’ stato senza dubbio il momento di maggior successo poi tutto è finito. Adesso ho ricominciato da zero e da solo.
2) Un momento di successo vissuto da giovane, ma dove affondano le radici? Quando hai scoperto la passione per la musica?
Da piccolo intorno ai sei anni. Io provengo da una famiglia di artisti sia i miei nonni paterni che quelli materni erano chitarristi e quindi da bambino oltre ai giocattoli c’erano le chitarre. A otto anni suonavo e cantavo le canzoni di Battisti e De Andrè nelle recite scolastiche e all’oratorio, a dodici anni ho cominciato ad esibirmi nelle feste di piazza e in qualche locale della mia zona. E poi ho continuato cercando di crescere professionalmente.
3) Quale è stata l’esperienza più importante della tua vita privata e professionale ? E quale vorresti invece cancellare?
Beh il momento più importante è stato senza dubbio l’esperienza sanremese, sia Sanremo giovani del 1996, sia il grande Festival di Sanremo del 1997. Le cose che vorrei cancellare sono tantissime, ma appartengono alla mia vita privata e di quella non amo parlare molto, almeno per ora.
Il futuro, e mi riferisco a quello discografico, lo vedo un po’ triste, ma sono testardo tengo duro e vado avanti.
4) Come hai vissuto la partecipazione al “Premio Mia Martini
Il Premio Mia Martini è stata una bella vacanza mi sono divertito ho conosciuto delle
belle persone però lo spirito di Mimì, che io ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, era molto lontano.
Nonostante questo voglio fare i complimenti a tutti i ragazzi che erano in gara come me e a chi ha organizzato il tutto.Il mio pezzo, "Un altro fiore", parla di un amore platonico non corrisposto ed è anche una riflessione sulla persona che ami. Quando ti innamori di qualcuno cerchi di dare una motivazione ai suoi comportamenti nei tuoi confronti, a volte non riesci a spiegarteli, ma li giustifichi, per questo motivo io canto "..c'è un'altra poesia tra i tuoi sogni e il mare, ma è nostalgia che poi non ti fa respirare.."
5) Progetti per il futuro più vicino?
Sto lavorando agli arrangiamenti dei miei brani e spero di fare uno showcase invitando
un po’ di persone che potrebbero interessarsi alla mia musica, discografici , critici e giornalisti. Cerco di costruire al meglio un futuro lavorando sodo. E speriamo che vada… Bene!
Tieni duro perché siamo in tanti a credere che ce la farai.
Ettorissimo
P.s.: se volete seguire da vicino Puccio Chiariello collegatevi a www.myspace.com/pucciochiariello
Inutile cercare di spiegare chi era per me Enzo Biagi.
Enzo Biagi per me era Enzo Biagi, come lo era per chi è un giornalista, per chi è un insegnante, per chi è un operaio, per chi è un onorevole, per chi è una casalinga.
Enzo Biagi era Enzo Biagi.
E oggi ci manca.
Ma non lo dimenticheremo.
Ciao e grazie di tutto Enzo
Ettorissimo