“L’estate sta finendo e un anno se ne va..”.
Era una canzone degli anni ’80, la ricordate? Io sì.
Ero bambino, ma la ricordo come fosse ieri e anche se non è il massimo come canzone ho sempre dato ragione ai due strampalati interpreti di queste parole.
Perché quando finisce l’estate è come se finisse qualcosa di più molto più grande, è come se si chiudesse un ciclo, pronto a lasciare il suo posto ad una nuova serie.
Fosse per me io sposterei Capodanno dal 1 gennaio al 1 settembre.
E allora come finisce questa estate targata 2007?
Finisce così, con il giornalaio che si lamenta perché ha avuto poche ferie rispetto all’impiegato statale, con le lettere della Santa che si apprestano a diventare best-seller (oltretutto contro le sue ultime volontà) con l’omicidio di ferragosto che, come un reality da ombrellone, continua ad appassionare tutti e passa dalle spiagge alle scrivanie ancora impigrite degli uffici, o al viaggio da pendolari in treno che ogni mattina torna a farci compagnia.
Finisce con le dichiarazioni estreme del politico che minaccia di impugnare il fucile, con le avvisaglie dei rincari di ogni tipo, con i fuochi che bruciano ettari di bosco ovunque, e con le commemorazioni della principessa “diversa” sparita per sempre, dieci anni fa, in un tunnel parigino.
E come inizia il nuovo ciclo , quello che parte con il sette finale e si concluderà con l’agosto dell’anno venturo?
Inizia con le avvisaglie dei rincari di pane, pasta e libri, con la pubblicità martellante dei programmi tv che ancora una volta renderanno acerrima la sfida tra i colossi Rai e Mediaset, inizia con un’altra mostra del cinema in laguna con una madrina che doveva essere sparita perché figlia di un’auricolare e che oggi, invece, fa l’attrice.
Che ci piaccia o no.
Inizia con il desiderio di temperature più basse di qualche grado, perché ormai l’estate è finita, e con l’augurio che la vacanza del prossimo anno sia più rilassante perché quella appena vissuta è stata troppo faticosa.
Pochi giorni fa, in una discussione su un blog amico, citavo una canzone di Bruno Martino che tra le altre cose recita “…tornerà un altro inverno cadranno mille petali di rose, la neve coprirà tutte le cose e forse un po’ di pace tornerà…odio l’estate…”.
Ecco alla fine di agosto abbiamo tutti voglia di pace e di tranquillità, neanche ci avessero obbligato a vivere l’estate con frenesia!
E poi il nuovo anno, ma sì lasciatemi pensare che sia così, inizia con le aspettative.
Un lavoro sicuro, cosa ardua di questi tempi, soprattutto se si vorrebbe quello che si ama davvero.
Qualche soldo in tasca da poterci permettere un’uscita in più in compagnia di amici, magari una sera a teatro o al cinema senza fare i salti mortali.
Inizia con la speranza che arrivi, un ciclo, un periodo, un anno migliore.
Mi viene in mente il venditore di almanacchi del Leopardi.
Come tutti gli anni….sul finir dell’estate.
Ettorissimo

Circa una settimana fa tutti i quotidiani nazionali riportavano la dichiarazione del baronetto inglese Elton John che proponeva la chiusura di Internet per 5 anni.
La Rete, a suo dire, uccide la creatività artistica.
Ci sono mille modi pe rispondere a quella che appare come una provocazione, mille esempi per dimostrare che quello che dice lui non è vero.
Ce ne saranno altrettanto mille per dargli ragione...probabilmente.
Io però voglio soffermarmi su quanto sia importante la Rete restituendo all'attenzione di chi passa di qua un fatto di cronaca tutto italiano.
Un giovane, credendo di essere gravemente malato, sparisce nel nulla.
I giornali e le televisioni si occupano di lui, la notizia per un po' di giorni occupa il posto d'onore, ma poi lo cede a notizie altrettanto sensazionali capaci di attirare l'attenzione di noi gente comune.
Se quel tale fosse in un qualsiasi contesto cittadino potrebbe sapere che l'esito positivo delle sue analisi è solo il frutto di un errore tecnologico o umano, ma lui si è ritirato sui monti per condurre una vita da eremita.
Nessun contatto con il mondo civilizzato.
Un giorno dopo tanti decide di scendere dal suo rifugio e si reca ad un Internet point.
I giornali e le tv da un bel po' non parlano più di lui, ma gli basta inserire il suo nome su un motore di ricerca per scoprire la verità.
Sono passati mesi eppure Internet conserva nel suo grande archivio una traccia della verità.
Se non ci fosse stata la Rete, quel giovane avrebbe continuato a vivere da eremita senza sapere di essere sano.
E invece un giorno scrive il suo nome su un pc e grazie ad essa scopre che l'Italia intera si è appassionata alla sua storia e aspetta il suo ritono a casa.
A sir Elton John ... ma lei è ancora convinto che Internet sia un mezzo demoniaco da eliminare o forse ha compreso la sua potenza positiva che è impossibile da ignorare?
E scusate la rima!
Ettorissimo