
L'altro giorno per puro caso mi imbatto in una notizia flash sul televideo di canale 5. Non ricordo nemmeno cosa stavo cercando, ma il titolo ha catturato totalmente la mia attenzione e ho deciso di approfondire.
Un tizio di nome Gabriele Paolini, più conosciuto per il suo esilarante primo piano che per il nome, dice addio per 100 giorni alla sua “professione” di scassaballe televisivo. Cioè per più di tre mesi non irromperà nei servizi dei tg nazionali o di qualsiasi altro collegamento con le trasmissioni televisive in genere.
Motivo?
Si è messo alla testa di un lungo corteo contro la pedofilia che è partito nella settimana di Pasqua dalla piazza principale di Latina, nel Lazio, per toccare numerose città della penisola.
Il mio primo pensiero è stato : "il capellone con il collier di profilattici ne ha trovata un'altra per apparire".
Ma la voglia di vederci chiaro non era ancora soddisfatta e dunque ho cercato ulteriori chiarimenti su internet. Sorpresa dietro sorpresa scopro che in rete c’è un universo che gira intorno al “Diabolik di casal de’ pazzi”, come si autodefinisce.
Oltre al sito personale, la cui mappa è quasi impossibile da descrivere a parole per l’abbondanza di sezioni (c'è addirittura un numero per parlare con lui e un altro per candidarsi ai provini dei suoi film), ne trovo un altro non ancora completo in cui si proietta il cartoon che lo vede protagonista: “Psycholini".
E vado avanti. C’è una voce Gabriele Paolini su Wikipedia versione italiana e inglese.
Volevo scrivere un post.
Peccato che improvvisamente ho perso di vista l'obiettivo.
Che altro dire di questo strano personaggio che querela ed è querelato, che si batte per l’inquinamento del pianeta e contro la pedofilia tanto da invocare la pena di morte per chi abusa dei bambini, che scende in piazza per i PACS e si prodiga per diffondere l’uso del profilattico contro l’AIDS?
C’è già tutto in rete.
Ho scoperto anche che “piccoli paolini crescono”.
C’è un tizio a Roma che è presente ovunque siano le telecamere di un tg e, con taccuino alla mano, finge di essere un giornalista, emulando la pratica di scassamento- maroni già avviata dal suo noto predecessore.
Macchè dico noto. Qui si parla di una vera e propria star.
Ciascuno è libero di vivere la sua vita come vuole, io sono così, per il forse banale “vivi e lascia vivere”.
Libero il signor Paolini di portare avanti le sue battaglie, di trovare ogni modo per farsi conoscere come artista, esperto di cinema, regista, profeta del condom e chi più ne ha più ne metta.
Ma almeno rispetti.
Rispetti chi sta studiando e chi si fa il mazzo dalla mattina alla sera per arrivare a svolgere la professione che ama.
Rispetti i giornalisti.
Ce ne saranno anche di incompetenti e raccomandati tra quelli a cui dà il tormento, ce ne saranno di quelli che pensano più all’immagine personale che all’importanza della missione che svolgono.
Rispetti le persone che stanno lì a seguire il tg e lo vedono irrompere sui propri schermi.
Forse c’è qualcosa di buono nelle sue battaglie, in quel voler svegliare le coscienze di fronte a temi importanti dei nostri giorni .
Ma il suo modo no.
Non va bene .
Manca il rispetto.
Lo stesso rispetto che è venuto meno nei suoi confronti quando qualcuno lo ha preso a calci.
Si lamentò legalmente Paolini e Mamma Rai dovette pagare.
E per noi resto d’Italia che assistiamo continuamente alle sue performances?
Nessun risarcimento.
Ettorissimo