Sanremo: fuori la prima «

mercoledì, 28 febbraio 2007 - In ---> tubi catodici «

                                                           

Sono le 00:58.

Da poco è terminata la prima serata del 57° festival di Saremo. Da ancora meno è iniziata la prima puntata del Dopofestival con il piccolo grande Chiambretti pigiamato, ma in grande forma.

Inizio la mia analisi. Non ho dati tecnici, non sono un espertissimo di musica e spettacolo, ma sono forse un esperto del festival , almeno come telespettatore. 

Dunque, quest'anno colpito da una sindrome del tipo "pubblico parlante di Amici" dirò la mia. Anzi la scriverò e sarà solo il frutto di quello che ho visto dal divano di casa.

Intanto Chiambretti accoglie Milva che è un personaggio surreale, rossa dentro e fuori, che bacchetta Cornacchione per le sue peromance in cui sparla di Prodi. Il suo pezzo firmato Faletti, che torna al festival per la seconda volta come autore, non era malvagio soprattutto grazie a lei. Aulica. Non ho altro aggettivo per definirla.

Dico subito che il momento milgiore della sfida di Sanremo, o se volete un termine più "politically correct" competizione, è stata l'esibizione di un fortissimo Simone Cristicchi. Lo scorso anno meritava molto di più di quello che ha preso ,ma è stato trombato. Speriamo di non vedere il bis.

Intanto il dopofestival prosegue e Mughini incorona la prima serata del baraccone firmato Baudo. Potrebbe distruggerlo, dice, invece le è piaciuto. Le è piaciuto Baudo, la Hunziker, ed evita di parlare dei cantanti.

E' arrivato anche Pippo.

Tornando a me. Daniele Silvestri, mi piace. Eh sì mi piace. Mi piace la sua musica, le sue parole, il suo look.Non posso dire se lo vorrei vedere vincitore, però ..diciamo bello in alto.

E intanto tra una nota e l'altra si continua a politicare. La Venegoni da 25 anni a Sanremo ritiene che gli anni del berlusconismo ci hanno fatto disabituare alla comicità. E ha trovato troppo lungo Cornacchione, ma è contenta della serata.In linea di massima concordo con lei.

Mentre prosegue l'elogio della beata Pippità, torno a pensare alla serata a quanto non sopporto il quarto di Pooh con prole al seguito. Di peggio non potevo sentire, ho preferito addirittura Nada. Non so chi ci perda di più se il padre che ha fatto fortuna insieme al resto capellone della sua band, oltre a scassarmi i maroni fin dall'infanzia  visto che a casa mia li adoravano tutti,  o il figlio che ci canta una vita normale e fa il bravo ragazzo, il papapoys addirittura. Alla fiera dei buoni sentimenti, dopo aver sentito le loro dichiarazioni al dopofestival, ci si procurano meno carie ai denti. Tutto questo è nauseante. E concordo con la Venegoni, canzone e interpretazione zero. Forse pensavano di essere ad un reality. Pare che sia la prima volta che ci sia un padre e un figlio a Sanremo.

Non vorrei sbagliarmi, ma c'è un precedente. Una bimba che cantava con il padre, Nikka Costa. Non so se in gara o  come ospiti, è solo un vago ricordo.Il profondo rapporto emotivo che ha preso il sopravvento sulla canzone è uno dei punti forti del Dopofestival di oggi

Mi fa ridere Mazzocchetti. Un po' Bocelli, un po'Albano, molto stereotipo del festival. E' un po' il Safina di quest'anno. Mi stupisce il fatto che con il suo genere abbia dovuto fare un giro un po' troppo lungo per arrivare da Pescara a Sanremo. Anni di pianobar in Germania.Comunque non è quello che mi piace vedere e ascoltare ad un festival.

Mi ha incantato la Ruggero. I korakhanè, mi hanno fatto salire la nostalgia: mi riportano ad un sound che mi faceva compagnia  ai tempi del Liceo. In generale però dai giovani mi aspettavo di più.

Ero curioso di ascoltare la figlia di Stefania Rotolo, i ragazzini che vengono da "Amici", e anche i silurati dai moderni mezzi di comunicazione i" Grandi Animali Marini". In generale li ho trovati tutti molto piatti. A proposito insegnate a Mariangela come si cantano le ninne nanne perchè io se fossi un bebè tra le sue braccia sbratterei tipo indemoniato. Bella invece la ninna nanna della Ruggero.

Però tra i big a parte pochi già citati, non ho trovato granchè. Un po' piatta Leda Battisti,  Mango troppo uguale a sempre, e per domani a parte Tosca la cui clip mi ha incuiriosito e Amalia Grè che non posso fare a meno di "amare" non credo di sentire grandi cose.

Mi è piaciuta Michelle.Del resto è piaciuta a chiunque. Emozionata in apertura. Ma lo era davvero o è un premio Oscar? Mi resta il dubbio. Comunque il primo vestito non le rendeva giustizia.

Non mi è piaciuta la sua performance canora. Se non ce la fai a cantare sorridi che ti viene meglio.Solo in un momento mi ha lasciato senza parole: quando Pippo Baudo le canta , per fare il romantico, "mi sono innamorato di te" di Tenco e lei risponde "ma che è sta roba?". Esigenze di copione? C'è qualcosa da rivedere in questo copione.

Mi aspettavo più trasgressione dagli "Scissor Sisters". Mentre non ho gradito la battuttaccia di Norah Jones. Non ha voluto ripetere il finale del suo pezzo disturbato da problemi tecnici e per non fare il bis che dice? "ma questo non è il bello della diretta". ?!?! Astuta!

Probabilmente ha firmato un contratto per cantare una canzone. Una canzone e non una parola di più.

Sono contento che siano tornati i fiori, anche se pochi, ma meglio di niente.Bella la scenografia, un po' meno, ma un bel po' meno i videoclip che introducono e disturbano i brani  in esecuzione.

Arriva un punto forte del Dopofestival : i gruppi di ascolto dei telespettatori d'eccezione. E' il turno della caslinghe disperate: Fenech, Rusic, Alberti.

Imperdibile.

Per chiudere.

Il festival è tornato ai suoi fasti, quelli di Baudo, dove c'è un po' di tutto.

un po' noioso ma in fondo è solo la prima serata.

Si può migliorare. Certo gli ingredienti sono questi, ma come dice Barbara Alberti, il ritorno al passato, in un certo senso, è rassicurante. La sagra del festival è appena iniziata. e tutti, chi più chi meno, anche in sala stampa, si sentono più a casa. Io ci sto! 

Ettorissimo 

 

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Perchè Sanremo è Sanremo «

mercoledì, 21 febbraio 2007 - In ---> tubi catodici «

                                                  

Sanremo è alle porte.

E' probabile che questo sia un mio difetto, ma in fondo nessuno è perfetto.

Nonostante io riconosca che Sanremo è per certi versi anacronistico e un po' troppo baraccone per continuarlo a vedere io ne subisco ancora il fascino.

Sarà perchè lo vedo da sempre, difficile eredità che mi porto dietro dall'infanzia, e perchè proprio da bambino sognavo di diventare un giornalista inviato nella città dei fiori a intervistare gli artisti, le persone e a sputare le mie critiche velenose.

Addirittura per rendere concreto questo mio sogno a dieci anni e  dintorni facevo un giornalino scritto a mano con tutte le mie recensioni su canzoni, artisti, conduttori ecc. giornalino che leggevo io, i meii amici e gli adulti che mi ruotavano intorno con sorriso da ebeti stampato sulle labbra. E' passato un po' di tempo , il giornalino non lo scrivo più, ma attenzione attenzione ...ho un blog!

Che danno! Quest'anno poi torna anche il dopofestival che mi entusiasma più del festival stesso.

Vi avverto:  sullo specchio Sanremo ci sarà. E come se non ci sarà.

 Nonostante i problemi finanziari che stanno investendo la kermesse (vedi repubblica del 20 febbraio).

Ho cominciato a dare un'occhiata al sito ufficiale della Rai, per scoprire qualcosa sui giovani. Ammesso che non ne conoscevo nessuno o quasi, a parte la figlia della Ruotolo perchè figlia di grande madre, i due fuoriusciti da un'edizione di Amici di due anni fa' e forse qualcun'altro, leggendo i loro curriculum mi sembrano molto preparati.

Staremo a vedere anzi a sentire.

Sui big evito commenti. Almeno per ora.

Dico solo che avrei fatto volentieri a meno di Albano, Dorelli, Milva (con tutto rispetto per la signora), ma soprattutto dei fratelli Bella.

A priori i miei in bocca al lupo vanno a Daniele Silvestri perchè la sua musica è gradevole e mi ricorda persone care, ad Amalia Grè che ho scoperto grazie ad un' amica speciale e della cui voce mi sono assolutamente innamorato, a Paolo Rossi che è fortissimo e a Simone Cristicchi che reputo un cantautore intelligente. Mi resta l'incognita dell'emigrante italiano in Germania, Mazzucchelli o qualcosa del genere.

Non sono Luzzato Fegiz, forse la mia opinione non sarà di interesse per nessuno, anche perchè più che un giudizio tecnico è  un'opinione che nasce da dentro.

Però è comunque un'opinione

In attesa della settimana che mi inchioderà al divano, faccio una passeggiata. Magari un po' d'aria fresca rimette in moto i miei neuroni e mi suggerisce qualcosa di meglio da fare dal 27 febbraio in poi!

Ettorissimo

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Coming out nella blogosfera «

lunedì, 19 febbraio 2007 - In ---> riflessioni, blogosfera, diritti&doveri «

                                               

Visti i recenti commenti ad alcuni miei post, volevo solo sottolineare che come qualcuno ha già fatto in questo blog è possibile fare il proprio "outing" o, se vi piace di più come espressione "coming out".

La cosa mi fa molto piacere ed è rivolta agli utenti di Splinder e di altre piattaforme che transitano da queste parti.

Se volete, quindi, continuate pure ad uscire allo scoperto sullo specchio dei pensieri, ma sappiate che prendere coscienza di se stessi non è solo scrivere di essere gay su un blog,  oltretutto in modo velato.

 E' piuttosto esserne consapevoli nella vita di tutti i giorni, senza andare in giro con boa di piume di struzzo o pailletttes multicolori.

Altra piccola cosa: non occorre pubblicizzare il proprio blog al termine del commento : l'icona a forma di casetta è più che sufficiente per  trasportare gli utenti che lo vogliono ai vostri blog personali, anche se risultate anonimi.

E poi... ci sono i miei link!

Ettorissimo

 

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“C’è grossa crisi”. «

venerdì, 09 febbraio 2007 - In ---> riflessioni, diritti&doveri, cronache per tutti i gusti «

Rimango stupito. Ieri sera ho appreso dai tg la presentazione del ddl Bindi-Pollastrini che converte i Pacs in Di.co., diritti delle convivenze.

Ho iniziato a cercare su internet e ho provato anche a seguire “Porta a Porta”, ma la cravatta rosa di Monsignor Bruno Vespa e il suo atteggiamento di fronte a rappresentanti di avversa parte politica mi ha fatto venire il mal di stomaco e quindi per non finire la serata in bagno a vomitare ho spento la tv.

Stamattina riprendo la mia ricerca e parto con i quotidiani.

Sinceramente un sorriso di soddisfazione mi si dipinge sul volto .

Eh sì sono abbastanza contento, a me, tutto sommato, questa proposta piace. Certo si poteva fare di meglio, ma mi sembra che sia abbastanza misurata e decente.

E poi non vedo che male ci sia nella dichiarazione disgiunta di convivenza.

In ogni caso aspetto di leggere il testo nel dettaglio.

Eppure le associazioni gay la contestano.

Soprattutto quelle di destra, vedi Gay Lib, che esistono e che raccolgono soprattutto i votanti gaii di Forza Italia.

A proposito di questi, il loro presidente tale Enrico Oliari lamentandosi della dichiarazione disgiunta di convivenza prevista dalle due ministre afferma “A questo punto meglio diventare tutti zapateristi e lottare per l’allargamento del matrimonio alle coppie gay”.

Io sono gay e per di più di sinistra, diciamo così anche se diventa sempre più difficile etichettarsi come tale viste certe cappellate dei nostri governatori,  ma al matrimonio dico no come avrei fatto da eterosessuale.

C’è confusione anzi come diceva dieci anni fa’ il messia di Quelo interpretato da Corrado Guzzanti “c’è grossa crisi”. Quelli di GayLib farebbero bene a rivolgersi a lui.

Ettorissimo

 

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Il dramma della gelosia «

giovedì, 01 febbraio 2007 - In ---> riflessioni, cronache per tutti i gusti «

                                      

 

Stanca. Troppo stanca del suo fare sbruffone da macho che non si arrende mai. Veronica Lario, contraddistintasi per il suo essere sempre all’ombra, ieri è esplosa. Con classe. Come si richiede ad una signora del suo rango. Affida lo sfogo, elegante e composto, al quotidiano che il marito considera il suo maggior nemico. Offesa pubblicamente pretende pubbliche scuse. E di nuovo tutti a parlare del Cavaliere. Nel giorno in cui alla Camera si discute sulle coppie di fatto, il Cavaliere, paladino della sacra famiglia,  con una famiglia che più allargata non si può, si trova spalle al muro.

E dopo una giornata di tg e tg  che riportano la notizia in primo piano come se fosse una crisi di governo, in serata il Cavaliere affida all’Ansa le sue scuse. Cosa c’è dietro questo battibecco? Non si capisce. Un colpo basso di una moglie al marito, o un tentativo di riportarlo sulla cresta dell’onda e sulle prime pagine? L’importante è che si parli di lui, senza distinguere se nel bene o nel  male.

Un po’ di anni fa’ su una rete Mediaset trasmettevano “C’eravamo tanto amati” un programma in cui moglie e marito se ne dicevano di tutti i colori davanti alle telecamere e poi uscivano a braccetto per tornare alla vita di tutti i giorni. Potevano riportarla in vita in questa occasione, magari in una versione vip. Del resto ieri sera la famiglia Berlusconi con annessi e connessi dopo lo scandalo durato meno di 24 ore, era a cena tutta insieme. Unita più che mai. Un clone mal riuscito del caso Carrisi –Lecciso in tempi ristretti. Così ha scritto qualcuno.

E l’Italia si appassiona. Dopo i quotidiani passerà ai settimanali e poi ai mensili. E si distoglierà l’attenzione dai problemi veri quelli delle famiglie fatte da due persone, anche dello stesso sesso, i cui membri non hanno diritti perché non sono fondate sul sacro matrimonio.

E’ ora di cambiare. Magari si potrebbe cominciare con l’essere indifferenti e far finire qui questo inutile dramma della gelosia.

Ettorissimo

 

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