Il giornalista: il migliore amico dell’uomo. Anzi dell’ufficio stampa!

Da un po’ di tempo frequento un corso di formazione per addetti all’ufficio stampa nel settore culturale e cinematografico. Un corso interessantissimo di cui sono assolutamente soddisfatto. Nel corso delle lezioni, giunte quasi al termine, si sono succeduti sulla cattedra addetti all’ufficio stampa di case editrici, di produzioni cinematografiche e ancora di eventi culturali in genere. Grazie a loro ho scoperto la vera natura dei giornalisti. Simpatici individui con cui trattare tenendo sempre presenti alcune regole fondamentali. Chiamarli al momento opportuno per riuscire ad avere da parte loro la massima attenzione, premettere sempre "La disturbo?"o "Scusi se la disturbo" ad ogni chiamata, e soprattutto coccolarli con estrema gentilezza. "COCCOLATELI" è stato il consiglio che tutti i nostri insegnanti, addetti stampa, ci hanno ripetuto, nessuno escluso. Coccolateli,ma ricordatevi sempre che voi siete superiori. Da questo ritratto ne viene fuori che il giornalista è colui che va a lavoro in tarda mattinata e per prima cosa prende una pausa per la colazione alla quale segue a distanza ravvicinata la pausa pranzo. E’ colui che ha sempre da fare e non ha tempo per sentire l’addetto stampa che lo chiama, a meno che questo non sia capace di coccolarlo per bene! Sorridevo dentro di me ogni volta e rafforzavo sempre di più la convinzione che il giornalista è nient’altro che un cucciolo da coccolare nel modo migliore affinché non ci giochi qualche brutto scherzo. Un po’ come un cagnolino da salotto che se non sente su di sé tutte le attenzioni lascia un maleodorante ricordino in giro per casa. Del resto anche i cani spesso credono di comandare sul padrone, senza sapere che se quello vuole può usare le maniere pesanti.(spero che nessuno lo faccia!)
Naturalmente tra i nostri docenti c’erano anche giornalisti provenienti da quotidiani, settimanali o agenzie di stampa. Da parte loro il giudizio è stato più variegato, solo su una cosa erano quasi tutti d’accordo: gli addetti stampa sono troppo pressanti, chiamano sempre al momento sbagliato ma quando sono bravi sanno farsi ascoltare grazie ai loro modi gentili (le coccole di cui sopra, immagino).
In passato ho collaborato con un piccolo giornale locale, diciamo che stavo dalla parte dei coccolati. Oggi aspiro a diventare un buon ufficio stampa anche se non mi è ancora ben chiaro in che settore, in atteso di capirlo mi esercito a coccolare persone per un eventuale futuro. Però un dubbio mi resta: gli addetti stampa, finito di lavorare, riescono a coccolare anche nella vita privata o per pareggiare tra entrate e uscite si aspettano che qualcuno finalmente usi lo stesso trattamento per loro?
Ettorissimo